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PROBIOTICI, PREBIOTICI E SIMBIOTICI, COSA SONO, A COSA SERVONO E TUTTI I BENEFICI


Il mondo dei probiotici ha acquisito sempre più fama e suscitato molto interesse negli ultimi anni: il termine “probiotico” nell’ambito di alimenti ed integratori alimentari viene associato a qualcosa di positivo per la salute, in particolare del nostro intestino.

Ma cosa si intende esattamente per “probiotico”? Conosciamo davvero tutto ciò che si nasconde dietro a questo termine? E soprattutto… Qual è la differenza tra prObiotico e prEbiotico?

In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza su questo mondo tanto vasto quanto interessante ed innovativo.

PROBIOTICI

I probiotici sono stati definiti e vengono comunemente riconosciuti come “microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite” (FAO/OMS, 2012).

In parole povere, si tratta di ceppi batterici che, se assunti in una determinata quantità e secondo precise modalità, possono apportare dei benefici al nostro organismo.probiotici flora batterica

Da questa definizione possiamo estrapolare tre concetti che caratterizzano i probiotici e consentono di definirli come tali:

  • i microrganismi devono essere vivi, e come tali devono compiere il percorso attraverso il nostro sistema digerente e arrivare all’intestino, dove svolgeranno la loro azione benefica;
  • perché abbiano efficacia, i probiotici devono essere assunti in “quantità adeguate”: quali sono queste quantità? Ci si riferisce ad almeno un miliardo di cellule vive per ceppo di batteri al giorno (di solito i trattamenti con probiotici durano almeno tre settimane/un mese). Questi microrganismi devono essere in grado di arrivare fino all’intestino e colonizzarlo;
  • devono effettivamente esercitare un’azione positiva sulla salute dell’ospite.

I probiotici possono essere aggiunti direttamente agli alimenti oppure possono essere utilizzati per la formulazione di integratori alimentari.

Come agiscono?

Come già accennato, i probiotici devono attraversare il nostro sistema digerente per arrivare all’intestino: che cosa succederà a questo livello?

I meccanismi d’azione dei probiotici a livello intestinale sono diversi:

  • Competizione con i batteri patogeni per l’adesione all’epitelio intestinale. I probiotici sono in grado di “attaccarsi” alle cellule epiteliali intestinali, impedendo ai batteri patogeni di aderire a loro volta e di penetrare nella parete.
  • Producono sostanze, chiamate “batteriocine”, che inibiscono la crescita dei batteri patogeni.
  • Fermentano i carboidrati, producendo acidi grassi a catena corta. Questi acidificano l’ambiente intestinale, inibendo la proliferazione dei batteri patogeni.
  • Contribuiscono a migliorare la funzionalità della barriera intestinale e riducono la permeabilità dell’epitelio ai batteri patogeni.
  • Interagiscono con il sistema immunitario intestinale. Contribuiscono a mantenere il corretto equilibrio tra microrganismi, cellule dell’intestino e sistema immunitario così da modulare la risposta dell’ospite, che sarà in grado di riconoscere gli agenti patogeni e attivarsi contro di essi.

A che cosa servono?

Abbiamo descritto i probiotici e abbiamo visto i loro principali meccanismi d’azione. Ma come mai sono così largamente utilizzati? Come vedremo di seguito, è proprio grazie alle loro numerose potenzialità!

Facciamo una premessa: un gran numero di stati patologici e disturbi intestinali vengono correlati ad uno stato di “disbiosi intestinale”. Questa espressione, che suona tanto complicata, non vuol dire altro che un’alterazione della normale flora batterica intestinale, per cui i “batteri cattivi” prevalgono su quelli “buoni”.  Ed è proprio a questo livello che i probiotici possono giocare numerosi ruoli positivi. Se vuoi conoscere come agiscono puoi leggere il nostro articolo qui.

Quali sono i disturbi e gli stati patologici per i quali l’utilizzo di probiotici ha evidenziato benefici? Tra i più noti troviamo:

dolore addome

  • Diarrea causata da agenti patogeni come Escherichia coli, Salmonella, Campylobacter e Shigella (chi viaggia spesso avrà probabilmente provato questo fastidioso disturbo): i probiotici agirebbero contro i patogeni enterici mediante i meccanismi d’azione visti prima.
  • Diarrea associata all’utilizzo di antibiotici: i probiotici somministrati durante una terapia antibiotica consentono di ripristinare la flora batterica.
  • Sindrome dell’intestino irritabile: è un disturbo caratterizzato da sintomi quali gonfiore, fastidio o dolore addominale e funzione intestinale alterata. Diversi studi condotti negli ultimi anni hanno rilevato un’efficacia nell’utilizzo di probiotici per alleviare i sintomi di questo disturbo, ma sono necessari ulteriori evidenze poiché ogni ceppo probiotico ha caratteristiche uniche e ogni paziente è diverso.

 

Bene… abbiamo visto che cosa sono e a che cosa servono i probiotici. Che cosa si intende invece per prEbiotici?

I nomi possono generare confusione, ma si tratta di due concetti ben distinti! Andiamo a vedere perché.

PREBIOTICI

Un prebiotico è una componente non digeribile presente negli alimenti che ha la capacità di conferire un beneficio alla salute interagendo con i batteri dell’intestino: favorisce la crescita e/o l’attività dei “batteri buoni” presenti nel colon e stimola questi ultimi a produrre sostanze che apportano benefici per la salute dell’ospite.

Quali sono i principali prebiotici?

Si tratta prettamente di sostanze presenti negli alimenti che non vengono digerite nell’intestino tenue  e che quindi arrivano come tali al colon (sede anatomica dell’intestino dove si ha la maggior concentrazione di microrganismi). Queste sostanze sono per la maggior parte carboidrati, tra i quali troviamo: fruttani (inulina e frutto-oligosaccaridi), galatto-oligosaccaridi (GOS), amido resistente (un tipo di amido che non viene digerito a livello dell’intestino tenue), beta-glucani (polisaccaridi non digeribili, classificabili come fibra alimentare), pectine.

Come si esercitano gli effetti benefici dei prebiotici?

Queste sostanze che arrivano al colon non digerite interagiscono con la flora batterica intestinale, esercitando numerosi effetti positivi per la salute del nostro intestino. Vediamo insieme i principali!

  • La fermentazione dei prebiotici favorisce la selezione e la crescita dei batteri “buoni” (come Bifidobacteria e Lactobacillus) nel colon, diminuendo invece il numero di microbi potenzialmente nocivi.
  • Tra i prodotti della fermentazione dei prebiotici c’è il butirrato, un acido grasso a catena corta che, oltre a contribuire a ridurre la proliferazione dei batteri patogeni, rappresenta una fonte di nutrimento fondamentale per le cellule della mucosa intestinale, promuovendone la replicazione e contribuendo a migliorarne le attività.

Dove possiamo trovarli?

I prebiotici possono essere utilizzati per la preparazione di integratori alimentari inprebiotici banana miele particolare per favorire l’equilibrio della flora intestinale, ma possono essere anche assunti con la dieta perché si trovano in molti alimenti: tra i principali troviamo banana, miele, frutta secca, farina di frumento, avena, cipolla, aglio, legumi, cicoria, carciofi e asparagi.

SIMBIOTICI

I simbiotici non sono altro che alimenti, farmaci o integratori che contengono miscele di probiotici e prebiotici: l’idea, infatti, è proprio quella di sfruttare l’effetto sinergico al fine di migliorare la salute dell’intestino!

Come agiscono i simbiotici?

I simbiotici esercitano diversi effetti positivi per la salute dell’ospite:

  • Migliorano la sopravvivenza dei probiotici lungo il tratto gastrointestinale e favoriscono la loro colonizzazione nel colon
  • Stimolano selettivamente la crescita o attivano il metabolismo dei batteri benefici dell’intestino (bifidobatteri e lattobacilli)
  • Migliorano la biodisponibilità e l’assorbimento di alcuni nutrienti. Questo può essere dovuto a diversi meccanismi, tra cui la produzione di acidi grassi a catena corta (derivati dalla fermentazione batterica dei prebiotici) e l’azione positiva dei probiotici nel miglioramento della funzionalità dell’epitelio intestinale.

Per concludere…

Abbiamo chiarito il significato di termini che sono molto usati al giorno d’oggi, soprattutto vista l’elevata frequenza di disturbi a livello intestinale.

Siete interessati all’argomento e vi piacerebbe saperne di più? Continueremo il discorso nei prossimi articoli!