PALADINPHARMA - Vitamina D

La Vitamina D potrebbe avere un riscontro terapeutico nella gestione della pandemia da coronavirus. Queste le suggestioni da un recente studio dell’Università degli Studi di Torino in merito alla carenza da Vitamina D. Scopriamo insieme risvolti, carenza, modalità di assunzione e molto altro.

 

Vitamina D contro il Coronavirus

La Vitamina D potrebbe assumere un ruolo strategico nella lotta contro il Covid-19. In queste ultime settimane la British Dietetic Association ha raccomandato alle Università uno studio della suddetta vitamina e i suoi effetti.

I professori Giancarlo Isaia, docente di Geriatria e Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino ed Enzo Medico, professore ordinario di Istologia sintetizzano in un documento di assicurare, insieme alle ormai conosciute misure di prevenzione, adeguati livelli di vitamina D nella popolazione, ma soprattutto nei soggetti già contagiati, nei familiari, nel personale sanitario e medico e negli anziani fragili, e in generale in tutti i soggetti che per differenti motivi non si espongono adeguatamente alla luce solare.

Che cos’è la Vitamina D?

Una vitamina liposolubile, ossia accumulata nel fegato. Non occorre assumerla regolarmente dal momento che il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario.

A che cosa serve la vitamina D?

Essa viene sintetizzata dal nostro organismo attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle.

Regola il normale del metabolismo del calcio e per questo è fondamentale nell’azione di calcificazione delle ossa. La vitamina D contribuisce inoltre a mantenere nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue attraverso una fine regolazione della liberazione e del deposito di questo minerale nelle ossa, che ne rappresentano la principale forma di immagazzinamento nell’organismo. Proprio per tale motivo viene spesso somministrata insieme ad integratori a base di Calcio.

La vitamina D è essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti durante l’accrescimento e per mantenere un’adeguata massa ossea e l’integrità dello smalto nel corso della vita adulta.

In quali cibi trovarla?

Non si trova spesso nei cibi. L’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo. In particolare, la Vitamina D2 (chiamata anche ergocalciferolo) è presente prevalentemente nei vegetali (frutta, verdura e funghi).

Differentemente, la vitamina D3 (chiamata anche colecalciferolo) viene sintetizzata dalla pelle attraverso l’esposizione ai raggi solari e va integrata solo in situazioni particolari, legate alla crescita, alla gravidanza e all’allattamento.

Quale fabbisogno giornaliero abbiamo?

Il fabbisogno giornaliero varia in funzione dell’età del soggetto. Mediamente occorrono 400 unità al giorno, in assenza di fattori di rischio. Le dosi possono anche aumentare fino a 1.000 unità al giorno in presenza di fattori di rischio o deficit.

Carenza di vitamina D?

Se un soggetto è carente, vi è un impatto negativo sulla calcificazione delle ossa con effetti che vanno dal rachitismo per i bambini alle deformazioni ossee di varia natura e alla osteomalacia. La mancanza rende inoltre i denti più deboli e vulnerabili alle carie.

Per questo motivo è anche fondamentale integrarla. Qui sotto trovi alcuni integratori alimentare che realizziamo a base di Vitamina D.

 

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